L'Economist di questa settimana è diretto: la divisione europea non è tra centro e periferia, ma tra nord e sud.
Lo stato delle economie, infatti, può essere diviso in questa maniera. Con Grecia, Portogallo, Spagna e anche Italia a far la parte dei "mascalzoni".
Invece Germania, Francia e anche l'Irlanda (grazie ai grandi tagli imposti dal suo governo dopo il crollo finanziario) dalla parte dei bravi economisti.
A questo vanno aggiunti tanti luoghi comuni. C'è da sperare che il tempo riporti la calma, sia economicamente che politicamente e culturalmente parlando.
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sabato, marzo 27, 2010
sabato, marzo 20, 2010
Ma si possono barattare le proprie attese e i propri sogni per la leggerezza e per il cinismo di qualcun altro?
Bell'articolo di Saviano su La Repubblica. Si parla dello stato del paese, delle elezioni inquinate e del potere mafioso, che ormai raggiunge qualsiasi livello di potere in Italia e non solo.
sabato, febbraio 27, 2010
Il debito pubblico conta
Il rapporto debito pubblico/PIL è importante? Secondo Cheney il deficit non è così importante "Reagan proved that deficits don't matter".
L'Undercover Economist del Financial Times ha scritto un articolo interessante al riguardo.
Uno studio di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff ha messo su un database che copre il debito pubblico di 44 paesi negli ultimi due secoli.
Lo studio divide i livelli di indebitamento in 3 categorie:
- basso: fino al 30% del PIL
- medio: fino al 60% del PIL
- alto: fino al 90% del PIL
Secondo questa ricerca vi è poco da preoccuparsi fino al livello "alto". Quando, però, si supera questo livello, le preoccupazioni sembrano essere più che giustificate.
Storicamente, infatti, i paesi altamente indebitati (oltre il 90%) sono cresciuti in media il 4% in meno, su base annua, di quelli meno indebitati.
L'Italia mi sembra un ottimo esempio.
L'Undercover Economist del Financial Times ha scritto un articolo interessante al riguardo.
Uno studio di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff ha messo su un database che copre il debito pubblico di 44 paesi negli ultimi due secoli.
Lo studio divide i livelli di indebitamento in 3 categorie:
- basso: fino al 30% del PIL
- medio: fino al 60% del PIL
- alto: fino al 90% del PIL
Secondo questa ricerca vi è poco da preoccuparsi fino al livello "alto". Quando, però, si supera questo livello, le preoccupazioni sembrano essere più che giustificate.
Storicamente, infatti, i paesi altamente indebitati (oltre il 90%) sono cresciuti in media il 4% in meno, su base annua, di quelli meno indebitati.
L'Italia mi sembra un ottimo esempio.
mercoledì, novembre 25, 2009
martedì, settembre 15, 2009
Berlusconi e l'Italia
Quel che si intravede è un uomo solo, circondato da cattivi consiglieri, prigioniero di una sindrome narcisistica, incapace di fare i conti con una realtà che non controlla più, che non riesce più annullare. Illiberale fino alle midolla, avverte il declino e vede ovunque oscuri pericoli. Nella stampa estera, nelle cancellerie europee, nell'Ue, tra i suoi alleati di governo e di partito, nelle gerarchie ecclesiastiche, nella magistratura, nell'informazione pubblica. Ogni dissenso - anche il più motivato e amichevole - gli appare un atto persecutorio cui replicare "colpo su colpo". Questa deriva rende oggi Silvio Berlusconi un uomo violento e pericoloso. Nella sua crisi trascinerà lo Stato che rappresenta. Lo abbiamo già detto e ogni giorno diventa più vero. La scena in cui siamo precipitati è la decadenza di un leader che non accetta e non accetterà il suo fallimento. Trascinerà il Paese nella sua sconfitta, dividendolo con l'odio.
venerdì, maggio 09, 2008
Le pari opportunità
Ta ta! Ecco a voi il Ministro della pari opportunità del governo Berlusconi:



Ha tutti gli...attributi....per essere un ottimo ministro della pari opportunità. Di chi resta da capirlo. Intanto la stampa inglese già se la ride per le sue "nobili" dichiarazioni.
Brava Mara! Bravo Silvio! Finalmente gente nuova che rialzerà l'Italia! (L'Italia no, ma gli italiani forse....)



Ha tutti gli...attributi....per essere un ottimo ministro della pari opportunità. Di chi resta da capirlo. Intanto la stampa inglese già se la ride per le sue "nobili" dichiarazioni.
Brava Mara! Bravo Silvio! Finalmente gente nuova che rialzerà l'Italia! (L'Italia no, ma gli italiani forse....)
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