Il rapporto debito pubblico/PIL è importante? Secondo Cheney il deficit non è così importante "Reagan proved that deficits don't matter".
L'Undercover Economist del Financial Times ha scritto un articolo interessante al riguardo.
Uno studio di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff ha messo su un database che copre il debito pubblico di 44 paesi negli ultimi due secoli.
Lo studio divide i livelli di indebitamento in 3 categorie:
- basso: fino al 30% del PIL
- medio: fino al 60% del PIL
- alto: fino al 90% del PIL
Secondo questa ricerca vi è poco da preoccuparsi fino al livello "alto". Quando, però, si supera questo livello, le preoccupazioni sembrano essere più che giustificate.
Storicamente, infatti, i paesi altamente indebitati (oltre il 90%) sono cresciuti in media il 4% in meno, su base annua, di quelli meno indebitati.
L'Italia mi sembra un ottimo esempio.
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sabato, febbraio 27, 2010
venerdì, marzo 06, 2009
No Euro

Ormai è parecchio che non si sente parlare in maniera negativa dell'Euro. Solo pochi mesi fa era ancora possibile ammirare il premier Berlusconi nelle sue accuse alla moneta unica Europea. Questa era causa di molti mali e Prodi era colpevole di averci fatto entrare nell'unione monetaria.
Oggi, però, la situazione appare ben diversa. Paesi notoriamente contrari all'Euro - in particolare la Danimarca e l'Islanda, ma anche Svezia e soprattutto il Regno Unito - stanno valutando l'adozione dell'Euro come valuta nazionale. Altri paesi, come Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia e Bulgaria, stanno premendo per avere un accesso rapido all'Euro.
Tutto ciò dopo che paesi un tempo presi ad esempio - anche dall'attuale governo Italiano che tanto disprezzava l'Euro - sono ora in bancarotta. L'Islanda, prima in classifica per qualità della vita nell'ultima classifica ironicamente - si fa per dire - pubblicata dall'ONU poco prima della crollo finanziario, ha subito la crisi economica più veloce e travolgente della storia, in tempi di pace. Tutto ciò perchè la propria valuta non vale più niente. Oggi il paese, una volta in capo al mondo, è costretto a fare affidamento al Fondo Monetario Internazionale ed ai suoi prestiti per andare avanti.
Standard and Poor's, una delle agenzie di rating più stimate al mondo, ha declassato i titoli Lettoni alla classe "junk", che può essere tradotto in "spazzatura". La stessa agenzia di rating ha oggi dichiarato che se i paesi Baltici entrassero nell'Euro, il loro rating verrebbe certamente promosso.
Lo stesso Berlusconi ha iniziato a promuovere l'Euro ed i suoi benefici, dimenticando molto facilmente e, soprattutto, molto velocemente le critiche che lui stesso gli muoveva fino a poco tempo fa.
La domanda è quindi: dove sono finiti tutti gli "anti-euro"? Hanno cambiato idea, rendendosi conto dell'inutilità della loro vecchia opinione o fanno gli opportunisti come Berlusconi?
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